Bernardo Benussi

Bernardo Benussi (Rovigno, 10 gennaio 1846 – Trieste, 18 marzo 1929) è stato uno storico italiano.

Nacque a Rovigno, da una storica famiglia del luogo.

Studiò al seminario vescovile di Udine e al ginnasio di Capodistria, prima di iniziare gli studi in legge a Padova nel 1864. Dopo un anno però, volle scegliere l’indirizzo storico-geografico, recandosi prima a Vienna e quindi a Graz: qui ottenne l’abilitazione all’insegnamento e quindi la laurea in filosofia.

Tornato nel 1869 nella terra natale insegnò per alcuni anni al ginnasio capodistriano, ma dopo il rifiuto dell’autorità austriaca a rinnovargli l’impiego nel 1874 si trasferì a Trieste, dove passerà il resto della sua vita. Nel capoluogo giuliano Benussi insegnò per i primi vent’anni storia e geografia al ginnasio superiore, dopodiché fu preside del liceo femminile fino al 1908. Negli stessi anni fu anche invitato a tenere corsi di filosofia pratica, economia e storia del commercio alla Scuola superiore di commercio di Trieste, uno dei primi embrioni della futura università.

Fu tra gli intellettuali di Trieste e dell’Istria che si impegnarono nell’affermazione del carattere italiano dei loro paesi – all’epoca parte dell’Impero Austro-ungarico – specie verso sloveni e croati. Specializzatosi negli studi storici, Benussi divenne il massimo esponente della storiografia istriana (all’epoca praticamente tutta formata da autori di lingua italiana). Fu tra i fondatori della “Società Istriana di Archeologia e Storia Patria” e socio della “Società Minerva” di Trieste, per le cui riviste pubblicò numerosi saggi di rilievo. Fu anche presidente onorario dell’Università Popolare di Trieste, dal 1909 al 1913.

Di idee liberali nettamente protese all’irredentismo, non si impegnò tuttavia mai in campo politico.

Morì nel 1929, ormai realizzatosi il sogno della sua vita di vedere l’Istria inclusa nei nuovi confini del Regno d’Italia dopo la Grande Guerra.

In quanto rovignese illustre a lui è intitolata la scuola elementare della sua città.

È considerato tra i massimi storici istriani del XX secolo. Riscontrò pure una certa fama sia in Italia, specie nel periodo tra le due guerre mondiali (quando l’Istria era territorio italiano), che altrove.

Opere: saggi sull’Istria nel periodo classico – Saggio di una storia dell’Istria dai primi tempi sino alla dominazione romana (1872) e L’Istria sino ad Augusto (1883) – quanto l’assai minuzioso studio Nel Medioevo. Pagine di storia istriana (1897), Storia documentata di Rovigno (1888) e soprattutto Pola nelle sue istituzioni municipali (1923-25).

 

 

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